martedì 19 aprile 2011

"Marcio Rangel e Fabrizio Bosso"DUO" Mercoledi 27 Aprile 2011 Santa Maria della Scala -SI

"MUSICA ALLA SCALA" Mercoledi 27 Aprile 2011 al Santa Maria della Scala -SI
"Marcio Rangel e Fabrizio Bosso"DUO" ore:21:30 Info - Il concerto è stato organizzato sotto la direzione artistica di Michela d'Alessandro.Si consiglia la prenotazione ai numeri 0577-534511-02-01, oppure mandando un'e-mail a infoscala@sms.comune.siena.it
informazioni


MARCIO RANGEL- BRA

Straordinario chitarrista e compositore mancino, dotato di grande talento, carisma ed eclettismo. La sua musica richiama i suoni dell'est e dell'ovest, crea una magica atmosfera senza frontiere di generi, cogliendo ogni influenza musicale, partendo dalle origini e in tutte le sue forme espressive. 

La sua visione è l’arte del cuore: potente, dolce, emozionale, che interpreta la vera essenza della purezza e della libertà. Márcio Rangel nasce a Mossoró (Brasile) il 07 novembre 1974. All’età di sedici anni inizia a suonare la chitarra e sviluppa il suo stile usando una chitarra da destri: suonando, cioè, i bassi con l’anulare e il mignolo e la melodia con il pollice, l’indice e il medio. Ne scaturisce, così, una sonorità più potente nei bassi e vellutata negli acuti, che sviluppa nuove digitazioni di accordi e un senso melodico ritmico e armonico. La sua musica è personale e dalla tecnica strumentale innovativa. Le sue composizioni originali sono di rara bellezza estetica e lirica, dotate di armonia e ritmi complessi e, allo stesso tempo, semplici e incisive, melodicamente accessibili al primo ascolto. È stato ospite, in veste di interprete e/o compositore, in festival di rinomato spessore artistico, in Italia e all’estero e si è esibito sia come solista che in varie formazioni, al fianco di artisti riconosciuti nella scena musicale nazionale ed internazionale.

Come compositore segue un percorso di un Brasile in evoluzione, senza mai perderne le radici, la vera essenza e la fantasia. Il Brasile è una cultura composta di tradizioni musicali diverse, che ha assorbito nella sua storia l’influenza di varie culture: quelle dei neri, degli indios, degli europei. Un Brasile nel quale Rangel intraprende un viaggioattraverso le più svariate tradizioni musicali, per poi tornare di nuovo fresco e vivace in ogni sua composizione. E’ stato considerato un talento tra i compositori e i chitarristi brasiliani dotato di personalità spontanea, energia e grandissima sensibilità. Attraverso una ricerca delle radici della musica brasiliana ed un linguaggio moderno, ha saputo valorizzare la tradizione afro-brasiliana, che svela il lavoro – anche di ricerca – speso in ogni spartito, in ogni accordo, in ogni arrangiamento. Lavoro, a volte, speziato, ricercato, niente affatto commerciale, nè banale: neppure quando rischia le note di “Asa Branca” e “Wave”, due classici universalmente incisi, da sempre, dentro e fuori il Brasile e che Márcio adotta dal vivo, dopo averli riuniti (con brani originali come “Primo Volo”, “Verde Encanto”, “Fuga do Palhaço” e “Xaxado” e con “Gabrielas” di Dory Caimmi) in “Palavras do Som”, cd uscito nel 2002. Un musicista in piena e continua evoluzione. Facendosi accompagnare, oltre che dalla chitarra, dalla fedele loop station, un tributo alla modernità e alla varietà dei suoni e anche allo spettacolo 

FABRIZIO BOSSO- ITA
uno tra i migliori trombettisti italiani, affermatosi sulla scena jazz a livello nazionale ed internazionale.

Dotato di grandissima sensibilità e di una tecnica ineccepibile, si avvale di un linguaggio unico e personale, frutto di una grande ricerca stilistica. Passando dalla magia della tradizione all’evocazione del be-bop e l’hard-bop degli anni ’60, arriva all’elaborazione di un suono del tutto originale, dalle mille sfumature, dove le caratteristiche dominanti sono la forza, la freschezza e il lirismo.

Fabrizio Bosso nasce a Torino. Precocissimo, a soli cinque anni, inizia lo studio della tromba che, all’età di quindici anni, lo conduce ad un primo traguardo: il conseguimento del diploma presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Proprio durante gli studi classici avviene l’incontro con il jazz, che Fabrizio suona in Big Band ed in piccoli gruppi. Nel frattempo nel 1990 continua lo studio dello strumento presso il St. Mary’s College di Washington e la sua formazione musicale si arricchisce ulteriormente quando, l’anno dopo, vince il concorso per la Scuola di alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, sotto la guida del maestro Pierre Thibaud. Nel 1993 supera l’audizione per l’orchestra de il paese degli Specchi di Bologna, con la quale svolge attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman; ma nello stesso anno, poco più che ventenne, inizia anche la sua intensa attività di musicista che lo vede da subito impegnato su diversi fronti.
Nel 1994 vince con il suo quintetto il Summertime in Jazz, dove viene premiato come “miglior solista”. Il 1999 è l’anno in cui viene eletto “miglior nuovo talento” dal prestigioso referendum della rivista specializzata Musica Jazz (Top Jazz ’99), ma è anche quello di formazione del primo gruppo a suo nome, il “Fabrizio Bosso Quintet”. A settembre 2002 gli viene assegnato il prestigioso premio europeo “Django D’Or”.

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